USCITA DIDATTICA ALLA MALGA LUNGA

Il 19 ottobre le classi 4^AL, 4^BL, 4^CL, 4^DSA e 4^ESA, accompagnate dai rispettivi docenti, si sono recate a Gandino (BG) per svolgere un'uscita didattica che ha unito sport e riflessione storica (la gita rientrava nelle attività previste per il Giorno della memoria). Meta dell’escursione, infatti, è stata la Malga Lunga sul monte Sovere (1235 metri di altitudine), dove oggi si trova un Museo della Resistenza gestito dall’A.N.P.I. (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia).

Dopo aver raggiunto Gandino in pullman e aver incontrato le guide del C.A.I. ingaggiate per l’occasione, abbiamo imboccato il sentiero, in gran parte boscoso, che collega il paese alla sommità del monte. L’ascesa è durata circa due ore, sebbene i tempi di percorrenza siano stati differenti per ciascuno di noi (docenti e guide si sono distribuite tra i vari gruppi che si sono formati lungo la salita).

Una volta arrivati alla meta, da cui si poteva godere di un magnifico panorama, ci siamo divisi in due gruppi: il primo ha visitato il museo, mentre l’altro pranzava, e viceversa.

Il museo era diverso da ciò che ci aspettavamo. Pensavamo infatti di trovare un tacito “luogo di conservazione”, costituito da diverse sale contenenti oggetti e documenti relativi alla Resistenza. Le testimonianze di questo tipo non mancano alla Malga Lunga, dato che le pareti dell’unico salone che costituisce il museo ospitano decine di fotografie scattate durante la guerra intorno all’edificio. Tuttavia, la presenza di un archivio interattivo e, soprattutto, degli stessi gestori della Malga, hanno reso più vivo il ricordo di questi avvenimenti storici. Uno di loro, un professore di Storia, ha spiegato ai giovani incuriositi la storia di quel luogo, dei partigiani che lo hanno abitato e più in generale il significato della Resistenza all’occupazione nazi-fascista.

Ci ha colpito in particolare il racconto dell’ultimo scontro avvenuto alla Malga, il 17 novembre 1944, quando una bomba a mano gettata all'interno dell’edificio dai soldati nazi-fascisti, causò la morte di alcuni partigiani della 53^ brigata Garibaldi e la cattura, e successiva fucilazione, di molti altri, tutti di giovane età.

Al momento del ritorno a casa eravamo stanchi, perché il percorso è stato faticoso, ma allo stesso tempo soddisfatti per aver avuto l'occasione di conoscere i fatti che hanno interessato il nostro territorio in quegli anni drammatici, consapevoli che la Resistenza è stata resa possibile dal risveglio della coscienza civile di molti giovani, di cui conserveremo memoria per custodire il valore della democrazia ed evitare gli errori del passato.  

Santi Martina e Curlo Matteo 4BL

MALGA LUNGA
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